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06/02/2026
L'inverno rappresenta il banco di prova più severo per l'intero sistema elettrico dell'automobile.
La maggior parte dei guasti alle autovetture nei mesi rigidi pare sia riconducibile a problemi legati al malfunzionamento della batteria auto.
Vero è, però, che attribuire al gelo l'intera responsabilità dei guasti costituisce una semplificazione tecnica errata. Analizzando il fenomeno in maniera più approfondita, emerge, infatti, una realtà controintuitiva: il danno strutturale all'accumulatore avviene prevalentemente durante i mesi caldi, mentre le basse temperature si limitano a rendere evidente un deterioramento pregresso.
Il vero "nemico" della chimica interna è il calore estivo. Quando la temperatura ambientale supera la soglia ideale di 20°C, i processi elettrochimici all'interno della batteria accelerano, portando a una corrosione prematura delle griglie positive e a una maggiore evaporazione dell'elettrolita (nelle batterie non sigillate).
Più il termometro sale, maggiore diventa lo stress per le componenti interne. Questo processo di invecchiamento accelerato è insidioso poiché rimane silente: l'accumulatore continua a funzionare apparentemente senza difetti finché le temperature rimangono miti.
La criticità si manifesta, poi, solamente quando la colonnina di mercurio scende drasticamente. In quel frangente, una batteria già indebolita dallo stress termico estivo si trova improvvisamente a dover erogare un picco di corrente elevatissimo per avviare un motore reso "pesante" dall'olio lubrificante addensato.
È in questo scenario che si verificano i casi di batteria auto scarica: il componente non cede a causa del freddo in sé, ma crolla perché il gelo richiede prestazioni che l'usura estiva ha reso impossibili da erogare.
Comprendere cosa accade fisicamente all'interno della batteria è fondamentale. Una batteria al piombo-acido genera energia attraverso una reazione chimica che, per natura, rallenta al diminuire della temperatura.
A zero gradi Celsius, un accumulatore perde circa il 35% della sua capacità di spunto rispetto alle condizioni standard; a -18°C, questa perdita può superare il 50-60%.
Parallelamente al calo di efficienza della fonte energetica, aumenta la richiesta del carico. Il motore a combustione interna necessita di molta più energia per vincere gli attriti meccanici iniziali a basse temperature. Questa forbice tra la ridotta disponibilità di ampere e l'aumentata richiesta di potenza crea le condizioni perfette per il mancato avviamento.
Per proteggere la batteria dal freddo in modo efficace, la strategia di manutenzione deve quindi essere annuale e non solo emergenziale.
Ricaricare o controllare l'accumulatore solo in inverno è una pratica insufficiente; l'intervento preventivo va effettuato in estate e prima dell'autunno, per contrastare gli effetti dell'autoscarica accelerata dal caldo e arrivare alla stagione rigida con un componente al massimo della sua salute (State of Health).
La prevenzione operativa inizia dalla gestione della sosta.
Il luogo dove il veicolo trascorre la notte influenza direttamente la temperatura del blocco motore e dell'elettrolita della batteria al momento dell'accensione mattutina. Il ricovero in un garage, anche se privo di riscaldamento, offre una protezione essenziale contro il vento e l'umidità, fattori che accelerano la dispersione termica.
Qualora non fosse disponibile un box auto, il posizionamento strategico del veicolo all'aperto diventa un fattore determinante.
Parcheggiare l'auto con il cofano rivolto verso est permette di sfruttare i primi raggi solari del mattino. Anche nelle giornate invernali, l'irraggiamento solare diretto può innalzare la temperatura del vano motore di alcuni gradi, riducendo lo stress termico sulla batteria dell’auto al momento dell'accensione. Evitare zone esposte a forti correnti d'aria o avvallamenti umidi dove il gelo tende ad accumularsi maggiormente contribuisce a limitare l'abbassamento della temperatura interna.
Per i veicoli che rimangono fermi per molte ore all'aperto in climi rigidi, l'uso di coperture termiche o "coperte" isolanti specifiche per batterie rappresenta un accorgimento tecnico valido. Questi dispositivi rallentano il raffreddamento dell'accumulatore dopo lo spegnimento, mantenendo il calore residuo del motore più a lungo.
Le abitudini di guida e le sequenze operative incidono significativamente sulla longevità del componente. Una batteria auto non parte a freddo spesso a causa di un bilancio energetico negativo o di un errore procedurale.
I veicoli moderni sono caratterizzati da un assorbimento di corrente costante anche a motore spento (correnti parassite) per alimentare memorie delle centraline, sistemi di allarme e keyless entry. Questo dettaglio peggiora la situazione di un accumulatore già provato.
Per mitigare questi rischi, è necessario adottare un protocollo rigoroso:
1. Prima dell'accensione: Disattivare tassativamente tutti i dispositivi energivori. Radio, navigatore, climatizzatore, sedili riscaldabili e sbrinatori devono essere spenti. Tutta l'energia disponibile deve essere convogliata al motorino di avviamento.
2. Prima dello spegnimento: una pratica tecnica suggerita, spesso ignorata, consiste nel lasciare il motore acceso per qualche minuto dopo aver terminato il viaggio e aver spento tutti gli accessori (ricarica wireless del cellulare, clima, etc…) Questo breve lasso di tempo a motore in moto e carichi azzerati permette all'alternatore di fornire una carica di rifinitura alla batteria prima del riposo notturno, compensando parzialmente lo stress del viaggio o dell'uso degli accessori.
L'efficienza del sistema non dipende solo dalla chimica interna, ma anche dalla qualità delle connessioni.
L'ossido che si forma sui poli della batteria agisce come una resistenza elettrica, ostacolando il passaggio della corrente proprio quando la richiesta è massima. Per tale motivo, sarà più probabile che l'avviamento della batteria a freddo manifesti maggiori problemi se deve superare anche la barriera di contatti sporchi o corrosi.
La pulizia periodica dei morsetti con spazzole metalliche e/o spray specifici per contatti elettrici garantisce la massima conducibilità.
È essenziale verificare anche il serraggio meccanico dei morsetti, poiché le vibrazioni e le contrazioni termiche possono allentarli, causando cali di tensione improvvisi.
L'utilizzo del veicolo per brevi spostamenti urbani è una delle cause principali di deterioramento precoce.
Durante un tragitto di pochi chilometri, l'alternatore non dispone del tempo fisico necessario per reintegrare l'energia spesa per l'avviamento iniziale, portando la batteria in uno stato di deficit cronico. A lungo andare, questo porta alla solfatazione delle piastre.
Per chi usa l'auto sporadicamente o per brevi tratti, l'unica soluzione tecnica definitiva è l'uso di un mantenitore di carica (battery tender) o di un caricabatterie esterno intelligente.
Questi dispositivi non si limitano a caricare, ma eseguono cicli di manutenzione che preservano la salute delle celle.
Contrariamente alla credenza comune, l'uso del caricabatterie esterno è estremamente raccomandato non solo in inverno, ma anche e soprattutto durante i mesi estivi e autunnali, per contrastare i danni da calore e preparare l'accumulatore alla stagione fredda.
Un approccio proattivo prevede ricariche frequenti tramite strumentazione esterna per garantire che la batteria sia sempre al 100% della sua capacità nominale.
Quando la sostituzione diventa inevitabile, la selezione del ricambio deve basarsi su parametri tecnici precisi.
Oltre alla capacità (Ah) e alle dimensioni, il valore critico è la corrente di spunto a freddo (CCA - Cold Cranking Amps).
Una batteria auto resistente al freddo si distingue per un valore CCA elevato, capace di garantire una scarica di corrente forte e immediata anche a temperature polari.
Le batterie con tecnologia AGM (Absorbent Glass Mat) rappresentano l'evoluzione tecnica più adatta ai climi rigidi e ai veicoli con sistemi Start&Stop.
Grazie alla loro struttura interna, offrono una resistenza interna minore, accettano la carica più velocemente e sopportano meglio i cicli di scarica profonda rispetto alle tradizionali batterie ad acido libero; è sempre comunque importante fare riferimento ad un professionista per capire qual è il prodotto ideale in base all’uso che si fa della vettura.
Il contesto cambia parzialmente analizzando i veicoli elettrici, dove le basse temperature influenzano sia l'autonomia che le prestazioni di ricarica.
Le batterie al litio soffrono di un aumento della resistenza interna col freddo, limitando la potenza erogabile e la capacità di accettare energia rigenerativa.
Nei veicoli elettrici, una parte significativa dell'energia viene dirottata per il riscaldamento dell'abitacolo e del pacco batterie stesso. Poiché il motore elettrico è estremamente efficiente e produce poco calore residuo, il sistema deve generare calore attivamente, riducendo l'autonomia.
La strategia chiave per gli EV è la pre-climatizzazione (pre-conditioning) mentre il veicolo è collegato alla rete elettrica. Riscaldando l'abitacolo e portando le batterie in temperatura utilizzando l'energia della colonnina o della wallbox domestica, si preserva la carica dell'accumulatore per la trazione.
I moderni sistemi a pompa di calore, molto più efficienti delle resistenze elettriche, aiutano ulteriormente a mitigare l'impatto del gelo sull'autonomia.
Alla luce delle considerazioni appena illustrate, possiamo affermare con certezza che la protezione della batteria auto dal freddo non è un singolo atto, ma il risultato di una gestione continua che attraversa tutte le stagioni.
Il freddo agisce come un rivelatore di criticità, mettendo a nudo i danni causati dal calore estivo e dalla negligenza manutentiva.
Adottare abitudini corrette come spegnere i carichi parassiti, lasciare il motore acceso per un breve "refresh" energetico prima della sosta definitiva, parcheggiare strategicamente e utilizzare mantenitori di carica, Permette di viaggiare con maggiore tranquillità.
Controllare regolarmente lo stato di salute dell'impianto e intervenire preventivamente prima dell'arrivo del gelo costituisce una garanzia per non restare a piedi nelle mattine più fredde dell’anno durante un viaggio in località con clima particolarmente rigido, assicurando mobilità e sicurezza indipendentemente dalle condizioni meteorologiche.
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